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A prima vista le piadine si assomigliano tutte,
ma se provi ad assaggiarle la differenza poi si sente, eccome.
Se hai qualche minuto, ti spieghiamo perché la nostra è diversa.

Per fare, più o meno, 10.000 piadine al giorno buone come quelle che facevano le nostre nonne, invece che assumere qualche migliaio di nonne, abbiamo puntato tutto sulla qualità delle materie prime, sulla ricerca dei macchinari più avanzati e sicuri e sull’artigianalità di alcuni passaggi produttivi, come la cottura a mano di ogni singola piadina.

Impastatrice

L’impastatrice rappresenta il primissimo passaggio, quello dove nasce tutto. Qui dentro, dopo averli selezionati accuratamente, vengono messi tutti gli ingredienti: farina, acqua, strutto, oppure olio nel caso delle piadine all’olio, lievito e sale.

Spezzatrice

Una volta pronto, l’impasto passa in una macchina dal nome minaccioso, la spezzatrice. Qui viene trasformato in tante palline che vengono riposte in una cella frigorifera per farle riposare tutta la notte in modo da rendere le piadine più fragranti e digeribili.

Sfogliatrice

La mattina le palline passano dentro un’altra macchina dal nome più dolce, la sfogliatrice.
Qui vengono appiattite e prendono già la forma tonda della piadina.

Anaconda

A questo punto, le piadine vengono cotte a mano una alla volta su una piastra di ghisa.
Una volta precotte, le piadine finiscono su un altro macchinario, l’anaconda: un nastro molto lungo che porta le piadine dentro un abbattitore di temperatura.

Alla fine le piadine vengono imbustate e sono pronte per stupire il palato di chi non le ha mai assaggiate o deliziare quello di chi le conosce già.

Normale

Fedele all’antica ricetta romagnola

Rosmarino

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Olio extravergine di oliva

Per vegetariani o per chi vuole stare più leggero